La Realtà Toscana

Grande apertura alle medicine non convenzionali
Enrico Rossi

Le attività di medicina non convenzionale e per esse l'agopuntura, la medicina tradizionale cinese, la fitoterapia, l'omeopatia e l'omotossicologia, sono ormai entrate nella pratica corrente sia in ambito privato, sia in ambito pubblico come dimostrano le indagini effettuate dai media o dagli istituti scientifici sulla materia.

Nei Paesi in cui le statistiche sono disponibili, la medicina non convenzionale viene utilizzata dal 20% al 50% della popolazione e la sua popolarità cresce con il passare del tempo.
In diversi Paesi della Comunità Europea queste medicine trovano, talora, spazio nelle prestazioni dei servizi sanitari pubblici, nel sistema della formazione del personale sanitario, e soprattutto nel mercato sanitario privato.

I dati ISTAT del 2001 rivelano che nove milioni di italiani, il doppio rispetto al 1991, ricorrono a queste prestazioni.

La maggiore richiesta proviene dalle donne, circa 5.5 milioni, e da utenti adulti compresi nella fascia di età fra i 25 e i 64 anni.
Sempre secondo la stessa fonte, "i rimedi non convenzionali riscuotono più successo nel nord est, dove li usa una persona su 4, mentre al centro vengono utilizzati da una persona su 6 e al sud da una su 15".
Anche nella regione Toscana la fiducia nei confronti di queste "nuove" tecniche è in continuo aumento, come dimostrano le ricerche riferite in questa pubblicazione.
Le motivazioni sono varie e possono essere ricondotte: alla necessità da parte dell'utente di veder considerate globalmente le sue problematiche di salute; ai limiti terapeutici dimostrati dalla medicina ufficiale nei confronti di patologie, sicuramente non gravi rispetto alla speranza di vita, ma molto influenti sul benessere in generale, come le cefalee, i dolori, la stanchezza, le turbe psichiche di varia entità che risultano essere largamente diffuse nella popolazione; alla preoccupazione di possibili effetti collaterali legati alla somministrazione di farmaci di sintesi; ed infine alla rottura del rapporto medico-paziente che troppo spesso caratterizza la medicina ufficiale.

In questo quadro si colloca l'azione della Regione Toscana che si è fatta interprete di queste esigenze della popolazione e degli operatori sanitari toscani, attraverso una serie di iniziative di programmazione sanitaria della quale ricordiamo alcune tappe fondamentali.
Già negli anni '90-'92 fu dato il via a un percorso di qualità nelle prestazioni non convenzionali, affidando alla Scuola di Agopuntura della città di Firenze corsi di aggiornamento per medici agopuntori e massaggiatori esperti in massaggio cinese che operavano già da tempo nell'ambito del Servizio Sanitario Regionale; il Programma Regionale di sviluppo toscano 1998-2000 e la legge di organizzazione delle Aziende Sanitarie n° 72/98 fecero un esplicito riferimento alla necessità di integrazione delle medicine non convenzionali (MNC) negli interventi per la salute; il Piano Sanitario Regionale 1999-2001, nella parte IV al paragrafo H, individuò, tra le politiche di settore, una specifica azione intitolata "Integrazione delle medicine non convenzionali negli interventi per la salute".
In tale ambito il PSR, riconoscendo il ruolo delle strutture che erogavano interventi di medicina non convenzionale all'interno delle Aziende USL, previde: la costituzione di una Commissione Regionale per le MNC, presieduta dall'Assessore regionale al diritto alla salute e formata sia da esperti del settore delle medicine non convenzionali sia da esponenti delle professioni mediche e non mediche interessate, con compiti particolarmente rilevanti; l'impegno della Giunta Regionale a promuovere studi, ricerche e sperimentazioni, sentita la Commissione regionale, sull'efficacia delle MNC; l'istituzione di un apposito "Fondo per l'integrazione delle MNC negli interventi per la salute", dell'importo di Lit. 500.000.000 per ogni anno di vigenza del PSR per dar vita all'azione programmata, implementare le attività pubbliche di MNC e realizzare ricerche e sperimentazioni nel settore.
Grazie ai fondi stanziati, è stato così possibile sostenere economicamente, per un totale di 390.000 euro, 20 studi e ricerche promosse da associazioni e servizi toscani, e finanziare 10 progetti di Aziende Sanitarie toscane per iniziare o consolidare attività pubbliche di MNC.

Una tappa fondamentale dell'impegno regionale nel settore delle MNC, ha riguardato la discussione sui livelli essenziali di assistenza (LEA). Come è noto il DPCM del 29 novembre 2001 recante "Definizione dei livelli essenziali di assistenza", procedendo, fra l'altro, ad individuare le prestazioni escluse dai LEA, ha ritenuto di escludere dai LEA anche le MNC.
In ragione di ciò, il 3/06/2002 la Giunta Regionale Toscana, con un provvedimento fortemente innovativo, ha approvato la Delibera n. 561 che, nel fornire le determinazioni applicative al DPCM suindicato, ha garantito la copertura, ad opera del Servizio Sanitario Regionale, delle prestazioni di agopuntura e moxibustione e ha previsto l'erogazione delle altre MNC nell'ambito di progetti finalizzati o a fronte del pagamento di tariffe concorrenziali con il mercato privato
Nell'ottica di una decisa prosecuzione della politica di sostegno delle MNC, anche il PSR 2002-2004 prevede una specifica azione programmatica, inerente le MNC, volta a promuovere ulteriormente il confronto e lo scambio di conoscenze fra la medicina ufficiale e quella non convenzionale. Tale Azione prevede lo stanziamento di un fondo finalizzato di 0.52 milioni di Euro all'anno, ed è tesa a promuovere la qualità nelle prestazioni erogate, l'accreditamento di professionisti e strutture, lo sviluppo di forme di integrazione con la medicina ufficiale, la realizzazione di progetti da parte delle Aziende USL ed infine la possibilità di utilizzo di tali tecniche sanitarie per particolari tipologie di utenza.

La Regione Toscana ha dimostrato, dunque, un crescente interesse per la conoscenza e lo sviluppo delle MNC, considerate come tecniche idonee a proporre una visione di benessere complessivamente inteso, a favorire il cambiamento di stili di vita dannosi alla salute, a sviluppare una cultura della prevenzione e dell'autocura. In tale contesto si è ritenuto necessario monitorare il ricorso alle medicine non convenzionali da parte della popolazione toscana, compito che fu affidato all'Agenzia Regionale di Sanità. E' dal lavoro di quest'ultima, realizzato in collaborazione con alcuni membri della Commissione regionale per le MNC, che nasce questa interessante pubblicazione, la quale racconta come anche le attività cosiddette non convenzionali contribuiscono a rendere decisamente peculiare, in ambito nazionale, il quadro delle offerte di salute proposte ai cittadini toscani.

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