
Il settore delle costruzioni è caratterizzato da una estrema varietà delle situazioni lavorative, l'introduzione di tecnologie avanzate, in un ambito scarsamente professionalizzato, ha contribuito ad ostacolare i processi di adeguamento normativo dei cantieri, ovvero quei processi che consentono la scelta di imprese che siano compatibili con la costruzione dell'opera in sicurezza, nel rispetto della filosofia che scaturisce dai decreti legislativi 494/96 e 528/99.
L'analisi delle problematiche inerenti questo particolare settore, ove più alta è l'incidenza di infortuni gravi e mortali, permette di individuare alcuni elementi di criticità che sono rapportabili alle principali concause d'infortunio: la mancanza di idoneità tecnico professionale delle imprese e dei lavoratori autonomi, la carenza di formazione, informazione e addestramento delle maestranze, la scarsa attenzione al rispetto della normativa da parte dei soggetti che hanno un ruolo di promotori della prevenzione (committenza, RLS, coordinatore), la scarsa qualità della pianificazione della sicurezza elemento fondamentale per affrontare la complessità della sicurezza nel cantiere, la forte presenza di lavoro irregolare.
Gli interventi regionali in questo settore hanno portato all'approvazione di specifiche norme regionali quali la L.R. 8/2000 e la L.R. 64/2003.
Lo strumento della pianificazione con l'azione programmata lavoro e salute, ha permesso la definizione delle linee di indirizzo per la redazione del piano mirato edilizia per gli anni 2002-2004, ed ha previsto l'intervento in settori specifici ad alto contenuto tecnologico quali i cantieri stradali ed autostradali e di assicurare una azione di deterrenza rivolta alla committenza e alle imprese, tramite la verifica delle condizioni di sicurezza nei cantieri con presenza di lavoro irregolare.