Lavoratrici madri

Gravidanza e puerperio sono momenti molto particolari nella vita di una donna e richiedono attenzioni e misure di salvaguardia specifiche. Con il Testo unico in materia di tutela e sostegno della maternità e paternità è cambiata la filosofia di intervento a tutela della salute riproduttiva: dalla filosofia dei divieti a quella della valutazione dei rischi in accordo con l'orientamento dell'Unione Europea.

E' un diritto della donna essere sospesa dal lavoro o spostata ad un'altra mansione non solo nel caso di gravi complicanze della gravidanza o di preesistenti forme patologiche che si presume possano essere aggravate dallo stato di gravidanza, ma anche nel caso in cui le condizioni di lavoro o ambientali siano ritenute dannose alla salute della donna e del nascituro.

E' vietato far lavorare le donne duranti i due mesi precedenti la data presunta del parto ed i tre mesi successivi al parto. Il divieto è anticipato a tre mesi antecedenti la data presunta del parto nel caso in cui la lavoratrice sia occupata in lavori gravosi o pregiudizievoli per la salute sua e del nascituro.

L'attuale normativa (Dlgs 151/2001) prevede, a maggior tutela della salute, una serie di lavori vietati in quanto pericolosi ed insalubri o per i quali è obbligatoria l'astensione dal lavoro fino a 7 mesi dopo il parto.
La domanda per usufruire dei diritti di astensione dal lavoro pre e post partum può essere presentata dalla donna presso la Direzione Provinciale del Lavoro competente per territorio.

Le Aziende USL toscane, che in alcune province possono ricevere queste domande grazie ad accordi locali, hanno a disposizione personale medico che si occupa direttamente del settore della tutela della salute riproduttiva delle lavoratrici madri e puerpere. I Dipartimenti di Prevenzione delle Aziende USL svolgono attività di informazione, assistenza e controllo nei confronti delle lavoratrici gestanti e in puerperio, prevedendo diverse possibilità di tutela a seconda della singola situazione lavorativa.
Per una migliore comprensione della normativa, la Regione Toscana ha pubblicato le linee guida per l'applicazione del Decreto legislativo 26 marzo 2001 n. 151.

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